BENNY MANGONE





Biennale IMPRIMATVR 2014


per "Opera-Azione # 2 (Snail Project)",
Chiesa Castello, San Martino dall' Argine (MN) 2014
Testo di Guglielmo De Vecchi



"Velluto e biro su tela" si sarebbe detto se il supporto fosse stato un quadro come ai vecchi tempi del cavalletto, ma la superficie è ben altra; nella chiesa in fondo a sinistra la parete è già satura di onde dorate e lo spazio si fa così teatro d'incastri suprematisti: carica di storia e di religiosità ostentata la cappella più barocca - acqua scolpita anche quando esibita in gesso - diventa ora sede d'intromissione seducente, nicchia devozionale dell'iperbolico annullamento da eccesso creato da Benny Mangone. Come doppia scenografia e doppia allegoria, specchio cieco e laghetto artificiale, l'installazione si fa trascendentale nell'atto di annullarsi post confronto/scontro, quale mediterranea sintesi dell'attitudine a fissare ciò che si muove e a muovere l'elemento fisso. "Velluto blu", "Velvet Goldmine", "Biro bic Boetti", riferimenti mediatici che si richiamano a vicenda, ovvero suggestioni nell'ambito di quella particolare tendenza seduttiva pop (piccola palindromia), caratteristica iconografica di una pericolosa logica di confine - quella che posiziona nell'indeterminato sacralità e voluttà in un'ipotesi celestiale riassuntiva: Santità come decorazione ed abbellimento come metafisica, azzeramento come alter ego della decorazione nella misura in cui per trascendere basta oltrepassare il visibile per posizionarsi saggiamente nell'interpretabile. "Invece di pensare continua a salmodiare" ovvero "invece di dipingere continua a cancellare", perché null'altro è concesso se non il privilegio di un'affermazione netta, la firma indelebile sul tempo, il lavoro instancabile della luce e quel lasciar fare tipico dell'ascesi. Così è nel caso dell'opera di Benny Mangone dove il barocco, come "moda" di un lussuoso abbandono, diventa possibilità di interazione pubblica, spazio ton sur ton per un costruttivismo post moderno quanto post mondano, superficie liquida d'accarezzare scalzi, doppiezza protettiva capace di celare mostrando.