BENNY MANGONE

Politically Correct



Bocce di marmo e ferro, smalto, legno, moquette, dimensioni variabili, 2013

Loggia dei Militi e Galleria 25 Aprile, Cremona, Italia
a cura di Annalisa Cattani


Si racconta che in epoca medievale la città di Cremona ogni anno aveva l'obbligo di donare una palla d'oro di cinque chili all'imperatore romano.
Situazione alquanto gravosa in quei tempi, tanto che i cremonesi ormai stufi di tale situazione, per liberare la città da quest'imposta, decisero di fare una proposta al monarca: un duello tra il principe e un loro prescelto.
Enrico IV, imperatore del sacro romano impero, accettò. Fu cosi che il popolo, o forse meglio dire chi per loro, fece cadere la sua scelta su un giovane e bello confaloniere di nome Giovanni Baldesio.
Se il giovine avesse vinto contro il figlio dell'imperatore, la città sarebbe stata liberata dall’onere e il pagamento della preziosa palla d'oro sarebbe cessato.
Indovinate un po'? Avvenne proprio così e nel giro di qualche anno Cremona divenne un libero comune.
Da allora la storia di Giovanni Baldesio, detto popolarmente Zanén de la bàla, fu cantata e acclamata, nonché tramutata in emblema di Cremona, conservato sotto il portico della Loggia dei Militi con il simbolo dello stemma comunale: un braccio con la palla e la scritta "FORTITUDO MEA IN BRACHIO".


Ora... c’è chi sostiene che in realtà, invece di un duello, i due giocarono semplicemente a bocce!
Pensate se foste voi, con una partita a bocce, a decidere le sorti della vita pubblica!


Funzioni pubbliche scritte sulle bocce:

Amministrazione, Informazione, Controllo, Polizia, Ordine, Giustizia, Esteri, Finanziaria, Pubblico, Trasporti, Ambiente, Agricoltura, Economato, Sanità, Lavoro, Ricerca, Diritto, Istruzione, Cultura, Infrastrutture, Welfare, Interni, Autonomie, Sport, Sviluppo, Sicurezza, Tasse, Previdenza, Urbanistica, Territorio, Commercio, Immigrazione, Idrico, Rifiuti, Legislatura.

Un particolare ringraziamento va a Simona Rizzi e alla Bocciofila comunale di Cremona che ci ha donato 35 bocce appartenute a giocatori cremonesi, oramai scomparsi.

A loro, più di chiunque altro, dedico questo lavoro.